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Milano, Arco della Pace

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MappaMilano, Arco della Pace

Lunghe e faticose furono le fasi di realizzazione dell'Arco della Pace. Alle difficoltà finanziarie del Comune, che causarono la sospensione dei lavori poco dopo il loro inizio, si aggiunsero gli ostacoli politici per la caduta del Regno d'Italia, la fondazione del nuovo Regno Lombardo-Veneto e tutti i conseguenti cambiamenti politici, amministrativi e di "visione del mondo": non ultimo, il ritorno dell'orientamento preferenziale della città dalla direzione nord-ovest a quella nord-est, da Parigi a Vienna.
Massima espressione dell'arte neoclassica milanese, il monumento venne concepito dall'architetto L. Cagnola nel 1807 per celebrare le vittorie napoleoniche, e fu infatti intitolato Arco delle Vittorie e la sua realizzazione lo tenne occupato fino alla morte (1833). Al rientro degli austriaci vincitori in Milano (1815), l'Arco subì alcune comprensibili modifiche nella simbologia delle sculture e dei bassorilievi e venne ribattezzato Arco della Pace. Inaugurato nel 1838 da Ferdinando d'Austria, subì ulteriori modifiche nelle epigrafi nel 1859, quando Napoleone III e Vittorio Emanuele II rientrarono a Milano reduci dalla vittoria di Magenta, ma conservò il titolo.
Costituito in gran parte di marmo di crevola, ricalca il modello degli archi trionfali romani. Si tratta infatti di un arco a tre fornici, fiancheggiati su entrambe le fronti da monumentali colonne corinzie scanalate e rette da alti piedistalli decorati con figurazioni allegoriche. Sulla trabeazione posano statue semigiacenti che simboleggiano i Quattro Fiumi: Po e Ticino, Adige e Tagliamento, opera di B. Cacciatori (fronte verso la città) e di P. Marchesi (fronte verso la campagna). Sull'attico terminale campeggia la bronzea Sestiga della Pace, dello scultore Abbondio Sangiorgio (1798-1879), fiancheggiata dalle quattro Vittorie a cavallo di Giovanni Putti. Per il resto, il monumento si adorna di una fastosa decorazione neoclassica che incornicia i principali avvenimenti che determinarono e seguirono la caduta di Napoleone. Del Cagnola sono pure i due caselli daziari che stanno ai lati dell'Arco.
L'arco trionfale fu ammiratissimo dai contemporanei, sia per le sue imponenti dimensioni (25 m di altezza), sia per le proporzioni, è infatti inseribile in un rettangolo molto vicino al quadrato, sia per la precisione, la sapienza, la ricchezza della decorazione classica.

Informazioni

Epoca/stile: neoclassico
Comune: Milano

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