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Milano, Basilica Sant'Ambrogio

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MappaMilano, Basilica Sant'Ambrogio

Proto-categoria delle chiese romaniche lombarde la "Basilica Martyrum", fondata nel sec. IV (tra il 379 ed il 386) da S. Ambrogio, patrono di Milano, a prima vista semplice e unitaria, in realtà subì numerosi rimaneggiamenti il primo dei quali verso la fine del sec. VIII, ad opera dei monaci Benedettini. Ulteriori interventi verso la nel sec. IX e XI. e poi l'aggiunta del chiostro per i preti ad opera del Bramante commissionato da Ludovico il Moro.
L' ingresso piu' suggestivo è quello frontale, attraverso il muraglione dell'atrio quadriportico. Lungo le pareti dell'atrio sono collocati resti riaffiorati durante i restauri nel secolo scorso. Di interesse le sculture e i fregi di capitelli, delle arcate e dei portali lungo il nartece (loggia in basso dove si aprono i portali) e lungo la facciata vera e propria della chiesa. All'interno, tipici dei sec. XI e XII sono i matronei. Di notevole interesse anche iconografico i capitelli (sec. XIII), specie quelli dei pilastri minori: opera di scalpellini lombardi, mostrano motivi vegetali e animali di valore simbolico.
Opere. Il pulpito è una vera antologia di sculture in marmo e metallo di epoche diverse, tutte anteriori al 1196 e poggia su un magnifico sarcofago paleocristiano istoriato del sec. IV. Sulla parte frontale del pulpito si ammirano un'aquila e una figura umana in rame sbalzato e dorato, quasi certamente d'epoca carolingia. All'altezza della seconda campata sinistra, in cima ad una colonna marmorea d'epoca romana, è infisso un serpentone di bronzo attorcigliato e guizzante. Custodito in basilica fin dal 1002, fa riferimento al racconto biblico della serpe in bronzo innalzata da Mosè nel deserto del Sinai. La parte superiore del ciborio cuspidato che sovrasta l'altare presenta rilievi in stucco dorato su fondo di muratura dipinta in azzurro, databile tra il IX e il X sec. E' tra le opere piu' interessanti dell'epoca carolingia-ottoniana in Italia. Il paliotto, che riveste l'altare maggiore, è una tra le piu' sbalorditive creazioni d'arte orafa nel mondo. Concepito da Mastro Volvinio (sec. IX), consiste in una gran cassa di legno ricoperta da lamine d'oro e argento dorato, lavorato a sbalzo e a cesello, con incastonate gemme, perle e cammei. Il coro, la cripta, (sec. IX) il sacello con l'urna in argento e cristallo dei resti di S. Ambrogio: sono la parte piu' antica della ricostruita basilica (sec. VII). Al centro del coro poggia contro la parete la marmorea cattedra vescovile del sec. IX-X con il sedile marmoreo su cui sedette Ambrogio nel sec. IV. Nell'abside che conclude la navata destra si trova un sarcofago paleocristiano di altissimo pregio.
Il sacello di S. Vittore in ciel d'oro: sorto nel sec. IV per ospitare i resti dell'omonimo santo, ospita sulle pareti figure a mosaico di martiri e santi, tra cui il ritratto piu' antico e veritiero del santo patrono di Milano. Dalla navata sinistra si esce nel portico della canonica del Bramante con annessi Archivio Capitolare e Biblioteca di Studi Ambrosiani. Le due torri campanarie a fianco della facciata sono, infine, il campanile dei monaci a destra, e il campanile dei canonici a sinistra: attestano i contrasti tra frati Benedettini e Canonici per orgoglio di consorteria.

Informazioni

Epoca/stile: romanico lombardo
Indirizzo: Piazza Sant'Ambrogio
Comune: Milano

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