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Porta Ticinese

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Ciò che oggi si vede del complesso di Porta Ticinese è solo una parte del progetto di Luigi Gagnola. Esso comprendeva le sistemazioni dei bastioni, ora scomparsi, e della piazza verso il borgo San Gottardo, mediante la costruzione di due edifici. Questi, simmetrici rispetto all'asse viario principale, erano di architettura simile ai caselli ma piu' estesi e piu' imponenti, e destinati alla ricettoria esterna e al mercato comunale.
Dopo la battaglia di Marengo e il successivo ingresso, da questa porta stessa, dell'armata francese, la porta venne ricostruita e chiamata Porta Marengo, dal 1800 al 1814. Si trattava comunque di una porta già illustre ed emergente nella storia della città da molti secoli. Qui arrivava la strada che collegava Milano con Pavia, capitale longobarda e seconda capitale viscontea e sforzesca. Inoltre, per una tradizione antichissima, fatta risalire proprio al regno longobardo, gli arcivescovi appena insediati compiono da questa porta l'ingresso ufficiale in città, per fare tappa alla Basilica di Sant'Eustorgio.
Assieme a Porta Nuova di Via Manzoni è l'unica che resti delle antiche sei porte della cinta medievale. Rispetto alle altre era costituita da un unico arco, anziché due. I due archi minori che si aprono ai lati furono ricavati nei corpi piu' avanzati delle torri quadrate contigue allorché, nel 1861, il monumento venne radicalmente rinnovato coronandolo di una arbitraria merlatura guelfa. Sulla fronte esterna sta il tabernacolo, dai piu' attribuito a Giovanni di Balduccio da Pisa, che rappresenta in bassorilievo la "Vergine in trono col Bambino circondati dai Santi Ambrogio, Lorenzo, Eustorgio e Pietro Martire" (XIV secolo). La porta è chiamata confidenzialmente dai Milanese Porta Cicca.

Informazioni

Indirizzo: Corso Di Porta Ticinese

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