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Milano, San Nazaro Maggiore

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MappaMilano, San Nazaro Maggiore

Una visita a S. Nazaro offre una sorta di itinerario archeologico architettonico attraverso dodici secoli (IV-XVI) di costruzioni.
Fondata col nome di "Basilica degli Apostoli" nel sec. IV (382) da Sant'Ambrogio, venne ribattezzata nel 396 dal suo fondatore col titolo di S. Nazaro, in onore del martire le cui spoglie vi aveva appena traslate, dopo averle reperite nel campo dei Tre Mori. Semidistrutta in un incendio nel sec. XI, venne ricostruita in forme romaniche, per poi subire i camuffamenti dell'età barocca e neoclassica: i radicali restauri del dopoguerra hanno rivelato come parte della sua struttura fosse ancora quella paleocrisitana originaria del sec. IV. Seguaci del Bramante dopo il 1540, e il Bramantino qualche decennio prima, vi addossarono gli uni l' Oratorio di s. Caterina, l'altro la cosiddetta Trivulzia che, precedendo la facciata della chiesa sull'area dell'atrio medievale, la occulta per intero a chi provenga da corso di Porta Romana.
La facciata, frutto della ricostruzione romanica, non è piu' visibile dal lontano 1512, da quando sull'atrio che la precedeva venne eretta la Cappella Trivulzio, la cui fronte finì in tal modo per sostituirla. Il mausoleo, fatto costruire da G. Giacomo Trivulzio per ospitarvi con le tombe della famiglia il suo stesso monumento, si presenta come una mole quadrata fiancheggiata da due minori corpi di fabbricato.
Si può avere una suggestiva visione dell'esterno della basilica da via Pantano: ammiriamo così il superbo complesso dell'abside in stile romanico. Piu' a destra, la fronte rinascimentale dell'oratorio di Santa Caterina, a cui sovrasta la cupola e il millenario campanile in cotto. Si accede all'interno attraverso la Cappella Trivulzio, a pianta ottagonale; la basilica vera e propria presenta una pianta a croce latina: i restauri degli ultimi decenni hanno evidenziato che il tempio, nelle fondazioni e nella planimetria oltre che in gran parte dell'alzato, è ancora quello originario del sec. IV e, per il resto, romanico salvo qualche aggiunta dei secoli successivi che non fu possibile rimuovere. Il primo incontro per chi entri dal corso di Porta Romana riguarda la Trivulzia; da questa alla basilica si accede attraverso una grande impennata di cristallo che, ai fianchi, lascia intravedere decorazioni in muratura e in affresco di quella che fu la facciata medievale. L'unica, ampia navata della basilica nella sua solenne sobrietà denuncia l'origine paleocristiana. Il braccio destro della chiesa (originari del sec. IV sono l'arcone di innesto e i due piloni che lo sostengono) si apre all'inizio in 2 emicicli che, unitamente ai corrispondenti dell'altro braccio (ora ridotti a uno), risalgono all'epoca della fondazione della basilica e furono progettati da S. Ambrogio allo scopo di consentire ai catecumeni di poter assistere in disparte alle sacre funzioni. L'emiciclo della parete destra conserva una Ultima Cena di Bernardino Lanino (Vercelli, 1512-1582/3), ricco di sottigliezze manieristiche; resti di pavimento paleocristiano e la pietra con il monogramma greco di Cristo (CHI-RO). Il braccio sinistro della chiesa, preceduto da un arcone romanico sopra piloni originari del sec. IV, ospita un' ancona intagliata del primo '500 tedesco, rappresentante l'"Adorazione dei Magi" e due frammenti del 1360. L'oratorio di S. Caterina è un felice esempio di linguaggio rinascimentale, arricchito da un ciclo di affreschi del Lanino: Vita e martirio della Vergine Caterina di Alessandria. Nel "Martirio di S. Caterina" il Lanino volle ritrarsi sul fondo della scena, con la barba nera e la berretta in capo. Alla finestra sovrastante l'ingresso verso la strada, si trova una pregevole vetrata di scuola nordica tardo-quattrocentesca riproducente in 12 riquadri altrettanti "Episodi della vita della Martire".

Informazioni

Indirizzo: P.zza San Nazaro
Comune: Milano
CAP: 20122

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