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Palazzo Maccafani

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Sulla famiglia Maccafani di Pereto non è stata mai scritta una pubblicazione dedicata, ma le sue vicende sono state tante a tal punto che questa famiglia ha rappresentato un caposaldo della storia della Marsica, dell’Abruzzo e di parte dell’Italia tra gli anni 1400 ed il 1500.
In questi due secoli la famiglia ha dato diversi vescovi a diverse diocesi. Primo fra tutti, troviamo Salvato che fu eletto vescovo dei Marsi nel 1418. Segue Angelo, nominato nel 1446 alla cura della diocesi marsicana e successivamente, nel 1466, fu nominato da papa Pio II tesoriere della Marca Anconitana, luogotenente di Macerata e governatore di Fano.
Morto lo zio Angelo, successe Francesco nel 1470 alla guida pastorale della diocesi marsicana. Troviamo poi Gabriele nel 1471 che dopo 27 anni lasciò la diocesi a Giacomo Maccafani, suo nipote, nel 1498. A Giacomo successe Giovanni Dionisio che venne eletto 4 vescovo nel 1520.
Da non dimenticare tra questi vescovi, Angelo, che fu il primo vescovo della diocesi di Lanciano nel 1516, e Giorgio, vescovo della diocesi di Orte e Civita Castellana nel 1498 e successivamente nel 1511 vescovo di Sarno. Insieme a tutti questi alti prelati, si devono anche ricordare altri esponenti della famiglia che sono stati abati o rettori di chiese o abbazie del centro Italia. Una famiglia importante, quindi, dal punto di vista ecclesiastico.
Dopo questi due secoli di splendore, la famiglia subisce una lenta e lunga decadenza che terminerà con la scomparsa dell’ultimo discendente, la baronessa Agnese avvenuta nell’anno 1891.
Nel periodo della decadenza emerge come figura di rilievo Gian Dionisio (1706-1787), prevosto della cattedrale di San Leucio di Atessa (CH). In questo paese a lui sono dovute tutte una serie di opere a carattere religioso che ancora tutt’oggi sono visibili. Morì in Pereto, sepolto in San Giorgio Martire.
Lo stemma della famiglia Maccafani si trova in pietra in diversi portoni e dipinto in alcuni edifici. In particolare è possibile vederlo in pietra ancora integro sul portone del palazzo e su due case poste a fianco del palazzo Maccafani.

Un ramo della famiglia intorno al 1500 prese dimora in Pozzaglia Sabina (RT) dove tutt’ora si trovano lapidi e fregi che ne ricordano la loro presenza.
Da non dimenticare Gian Gabriello Maccafani (1762-1785). Nato e morto in Pereto, visse solo 23 anni, ma in questi pochi anni ha lasciato una traccia di se ed una ricca documentazione sulla storia di Pereto. Dottor delle Leggi e Vicario Lateranense, arcade conosciuto con il nome di Libillo Peretense
Ebbe una corrispondenza con Pietro Metastasio, collaborò con il padre Flaminio Annibali da Latera per fornire notizie sull’ordine dei frati francescani, in particolare sulla chiesa di san Silvestro di Pereto, loro vecchia proprietà.

Collaborò con altri ricercatori dell’epoca per il recupero di informazioni storiche. Raccolse molte notizie storiche sulla chiesa della Madonna dei Bisognosi: oggi quello che sappiamo su questa chiesa, su i suoi abati, la sua evoluzione architetturale è dovuta a lui. Condusse anche degli studi sulla chiesa di San Silvestro e su quella di San Pietro.
Morì lasciando diverse carte manoscritte con ricchi riferimenti a pergamene oggi scomparse. Sepolto in San Giorgio Martire, senza nessuna lapide. Per interessamento del Comune di Pereto e dell’associazione Lumen è in stamperia una pubblicazione monografica a lui dedicata ed inoltre l’associazione Hombres ha a lui dedicato il premio letterario Premio Hombres - Città di Pereto a partire da quest’anno.

Testo di Massimo Basilici

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