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Pentidattilo

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A 7 Km da Melito, verso l'interno, su una imponente rupe a forma di mano, sorge l'antico borgo di Pentidattilo (che significa “cinque dita”), per anni lasciato in stato di abbandono ed oggi in via di recupero. Di Pentidattilo si hanno notizie sin dal 640 a.C. quando venne fondato dai Calcidesi e da quel periodo divenne un centro alquanto fiorente fino al periodo romano, per poi subire un periodo di decadenza, durante il periodo bizantino, dovuto alle continue incursioni saracene.
Considerato come uno tra i più pittoreschi e caratteristici centri della Calabria, Pentidattilo è dominato dai ruderi del Castello, dove, nella lontana notte di Pasqua del 1686, si consumò la strage della famiglia Alberti per mano del Barone di Montebello Bernardino Abenavoli innamorato di Antonietta Alberti. A tale avvenimento sono legate numerose leggende e credenze popolari. Pentidattilo deve essere ricordata anche perché diede i natali a Pietro Vitali, umanista del secolo XV, che fu uno dei maggiori esponenti della cultura greca. Dai pittoreschi vicoletti si può godere di suggestivi panorami di mare e di montagna ed è possibile visitare la chiesa dei S.S. Pietro e Paolo e la Chiesa della Candelora costruita nel XVII secolo.

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